Tutte le abitazioni che subiscono interventi di manutenzione e ristrutturazione trovano sensibili giovamenti in termini di funzionalità, efficienza degli impianti e confort generale.
Quindi, oggi, è importante sapere che esistono incentivi ristrutturazione che ci aiutano economicamente ad affrontare interventi di rifacimento e aggiornamento parziale o totale degli impianti e delle strutture della nostra casa.
Cosa fare grazie agli incentivi
In particolare, sfruttare gli incentivi ristrutturazione significa poter intervenire su eventuali danni strutturali, su problematiche sorte e che potrebbero sorgere a causa dell'usura degli impianti o sul rifacimento parziale o totale di interi ambienti.
Prevedere interventi di questo tipo non solo permette di accrescere la sicurezza generale della struttura e garantire una più alta qualità della vita a chi vive in casa, ma garantisce anche un notevole abbattimento dei costi per il consumo di acqua, gas, elettricità attraverso una sensibile riduzione del fabbisogno stesso di energia.
Come è possibile tutto ciò?
Grazie alle moderne tecniche di ristrutturazione che prevedono materiali isolanti di alta qualità, prodotti e componenti tecniche che consumano meno energia e tecnologia di ultima generazione che se applicate ad un'abitazione consentono sia un innalzamento del confort che uno sfruttamento più oculato dell'energia.
Ma garantire il perfetto funzionamento di tutti gli impianti domestici o la piena sicurezza di strutture portanti infissi e quant'altro in un appartamento o un villino può avere dei costi economici importanti. Per questa ragione i legislatori hanno previsto forme di aiuto che vanno a favore di tutti quei progetti finalizzati al miglioramento qualitativo delle abitazioni.
Obiettivo degli incentivi
L'obiettivo finale delle norme vigenti, volte naturalmente ad agevolare e favorire le ristrutturazioni edili è, però, quello dell'abbassamento dell'inquinamento generale e del risparmio energetico.
Ciò vuol dire che, essendo proiettati verso una politica generale della riduzione dell'inquinamento e del rispetto delle nuove norme Europee, gli incentivi saranno mossi soprattutto verso nuovi progetti di ristrutturazione che, prevedendo l'impiego di nuove tecniche, tecnologie e prodotti, si muoveranno verso la creazione di ambienti domestici “riqualificati” dal punto di vista energetico.
Nel nostro Paese, purtroppo, latita tra la popolazione la cultura della manutenzione e del rispetto dell'ambiente, e questo è divenuto un dato negativamente rilevante se consideriamo che l'ambiente e il risparmio energetico dato sono entrate nell'agenda politica internazionale.
Riqualificazione energetica
Questa è un'importantissima voce chiaramente legata, come specificato in precedenza, alle nuove politiche Europee di riduzione del consumo energetico.
Negli attuali incentivi alla ristrutturazione è prevista una detrazione d'imposta del 55% per tutti i costi sostenuti ai fini della riqualificazione energetica degli edifici. Ci riferiamo, in particolare, a tutti gli interventi volti a “massimizzare” l'efficienza nei consumi di energia elettrica e gas che, mediante una riduzione degli stessi, portino all'abbassamento dell'inquinamento atmosferico.
Questi gli interventi di riqualificazione energetica inclusi nel piano di incentivi riguardano:
- soluzioni tecniche e tecnologiche, prodotti che limitino l’uso di risorse per riscaldare gli edifici (detrazione massima 100mila euro in tre anni).
- realizzazione di impianti a pannelli solari che producano acqua calda per uso domestico, uso industriale, strutture sportive, case di ricovero e cura, istituti scolastici e università (detrazione massima 60mila euro in tre anni).
- ammodernamento degli impianti di climatizzazione per mezzo della messa in opera di nuovi dotati di caldaie a condensazione; conseguente aggiornamento del sistema di distribuzione (detrazione massima 30mila euro in tre anni).
- interventi su edifici esistenti, su parti di edifici o unità immobiliari, riguardanti coperture e/o pavimenti, finestre con i relativi infissi (detrazione massima 60mila euro in tre anni).


